Mary Ellen Mark è nota per i suoi ritratti e per il suo lavoro nel campo della pubblicità e del fotogiornalismo, ha illustrato nei suoi scatti l’opera di Madre Teresa di Calcutta, ha fotografato per anni le manifestazioni pacifiste contro la guerra del Vietnam, le manifestazioni femministe, la cultura omosessuale. È stata fotografa di scena in numerosissimi film, autrice di un lavoro commissionatogli dal Museo Nazionale d’Islanda su due scuole speciali per disabili. Ha insegnato fotografia per trent’anni.

“ L’immagine non deve ritrarre il processo, piuttosto deve raccontare qualcosa della persona e dell’atmosfera. La macchina fotografica serve per interpretare, non per illustrare. Provate ad andare oltre le fotografie eccessivamente letterali. Provate a interpretare ciò che vedete anziché semplicemente fotografarlo. Mostrate il vostro punto di vista, quello che sentite per il soggetto. Cosa state cercando di dire? Perché vi trovate proprio lì?”
Questo il suo modo di intendere la fotografia, e in effetti è il sunto di ciò che un fotografo dovrebbe fare in una qualsiasi situazione, dallo still life al ritratto, dal paesaggio alla fotografia di strada.

Mary Ellen Mark nasce nella periferia di Filadelfia e comincia a scattare già da bambina, ottiene in seguito un diploma di laurea in pittura e storia dell’arte, poi si specializza in fotogiornalismo. Vince una borsa di studio di un anno per scattare in Turchia, ma durante questo periodo ha modo di viaggiare e di scattare in tutta Europa.

Rientrata negli Stati Uniti fotografa tutto ciò che non rientra negli schemi “normali”.
“Sono interessata alle persone borderline. Provo affinità con coloro che non hanno sfondato nella nostra società. Quello che voglio fare più di ogni altra cosa è riconoscere la loro esistenza”.
Fotografa la vita del circo al di fuori della scena, persone che nella vita non hanno avuto molta fortuna, gente con problemi fisici, economici. Cerca di vedere sempre la vita e la speranza, anche in quelle persone compromesse seriamente sia nel fisico che nella mente.
Per tutta la sua vita di fotografa Mark ha stabilito relazioni speciali con tutti i suoi soggetti, la vita per lei è importante, così la compassione. Mary Ellen Mark è stata capace attraverso la sua fotografia di far sentire allo spettatore cosa provava, con foto “semplici”, immediate.

“Sono stata sempre dell’idea che meno sia meglio. La semplicità è fondamentale. La linea tra semplicità estrema e un’inquadratura vuota è sottilissima”.
In questo complicatissimo togliere rimane il trasmettere la propria visione delle cose, quello che si vuol dire con la macchina fotografica. Lo spettatore non ha bisogno di titoli o spiegazioni, uno scatto deve raccontarsi da solo.

È stata la prima donna ad entrare in Magnum, ma ben presto ne uscì, doveva essere libera, aveva bisogno di seguire il suo percorso, il suo modo di raccontare, controllando tutte le fasi del suo lavoro.

Streetwise è forse il suo lavoro più conosciuto, sui minori scappati di casa che vivono nelle strade di Seattle. Il suo è un racconto intimo, buca lo spazio privato di ognuno di loro, li racconta vivendo con loro “voglio vederli come adulti, per quello che sono veramente. Sono sempre alla ricerca di quello che potrebbero diventare”.
Trascorre un mese sul set del Satyricon di Fellini, fotografa in Apocalypse Now e poi ancora, lavora con Tim Burton, Milos Forman, Mike Nichols. Le piace andare per set a raccontare ciò che succede, con questa idea realizza ritratti bellissimi a tante star cinematografiche mentre sono al trucco, in momenti di stanchezza, in una pausa, così come l’energia del registra che urla sempre e poi si scusa.

Mary Ellen Mark muore nel maggio del 2015 a 75 anni, dopo una durissima malattia.

Vorrei proporre a proposito di questa grande fotografa un libro molto bello, che oltre a far conoscere una parte della sua opera, approfondisce la conoscenza dell’arte fotografica. Un vero e proprio workshop di altissimo livello attraverso un libro.

Mary Ellen Mark – Il Ritratto e l’Istante – Ed. Postcard/aperture

Testo di Vittorio Gaveglia