“Tutta la società si basa sulla sessualità” (Miroslav Tichý)

Nel 1982 mentre porta avanti un progetto su coppie ricche ai limiti delle grandi città, diventa testimone involontaria della violenza domestica. Sotto l’effetto della droga, un uomo picchia la moglie. Nasce così la sua missione, quella di documentare le violenze contro le donne ed i bambini all’interno delle pareti domestiche.

Con questo lavoro Donna Ferrato riceve il premio W. Eugene Smith e da questo progetto nasce “Living with the enemy”, il suo libro simbolo che ha avuto tre ristampe e venduto oltre 40.000 copie in tutto il mondo.

È una fotografa attivista, nota per il suo interesse sulle violenza domestiche, in particolare modo si interessa del quartiere di Tribeca a New York.

Lavora per Life, Time, People, The New York Times e Mother Jones. Le sue fotografie hanno vinto molti premi e sono state presentate in mostre personali, in musei e in gallerie. È stata membro del Consiglio di amministrazione esecutivo per il W. Eugene Smith Memorial Fund ed è stata presidente e fondatrice della No Abuse Awareness Onlus.

Nasce nel 1949 a Waltham, nel Massachusetts e si trasferisce ben presto a Lorain, nell’Ohio. Suo padre è un chirurgo vascolare che incontra sua moglie, Ann O’Mally, mentre era internato al Bellevue Hospital di New York City. Donna Ferrato si laurea alla Laurel School di Shaker Heights, è riconosciuta nel 1992 come una delle Alumna Distinguished della Laurel School. In seguito frequenta il Garland Junior College di Boston, dove incontra e sposa Mark Webb.

Si trasferiscono a San Francisco, dove Ferrato lavora come segretaria in uno studio legale, ma nel 1975, Ferrato e Webb divorziano e Donna inizia a fotografare girando in autostop tutti gli Stati Uniti. Svolge lavori saltuari, per un periodo lavora come ragazza ai piani presso l’hotel Hilton. Nel frattempo studia fotografia all’Art Institute of California e frequenta i corsi del sociologo Howard Becker.

Nel 1977 incontra l’artista Michael Bowen, viaggia con lui e la sua famiglia sul Queen Elisabeth 2 per unirsi a una colonia artistica in Portogallo. Si separa anche da Bowen e inizia a viaggiare in autostop tra Belgio e Francia; fotografa la cultura della baguette a Parigi.

Nel 1979, si trasferisce a New York City, fotografa i sex club e nightclub, documenta questa cultura in locali leggendari come Studio 54, Mudd Club, Xenon e Area. Ottiene un incarico dal New York Magazine per fotografare il proprietario Larry Levenson, e poi una commissione da Playboy per fotografare la coppia di swinger nota come Garth e Lisa.

“Ero lì per le orge e anche per i tipici momenti di famiglia”.

Con il passare del tempo si rende conto che Garth non è il devoto marito che sembra … per poterli fotografare meglio si trasferisce da loro, ma una sera, improvvisamente, il marito aggredisce violentemente la moglie davanti a lei e alla sua macchina fotografica. Donna cerca inutilmente di fermarlo mentre riprende tutto con la sua macchina: quel momento cambierà profondamente la sua vita.

“Ho scattato la foto perché senza di essa sapevo che nessuno avrebbe mai creduto quello che può succedere all’interno delle mura domestiche”.

Viaggia per circa dieci anni attraverso gli States, fotografa la violenza domestica, è spesso sulle auto della polizia, dorme nei rifugi, vive nelle case di donne maltrattate. Il punto di arrivo di tutto ciò è Living With the enemy, un lavoro che sbatte in faccia al mondo gli abusi e la violenza domestica.

“Living with the enemy è al tempo stesso sconvolgente e commovente: con la loro scioccante immediatezza, queste fotografie spingono all’azione, come tutte le grandi fotografie documentarie”. (New York Times)

Living with the enemy è ristampato quattro volte, gira il mondo con mostre e conferenze, ha scatenato discussioni sulla violenza sessuale e sui diritti delle donne.

Ferrato lancia la campagna “I Am Unbeatable”, che mira a documentare e aumentare la consapevolezza della violenza domestica con archivi di storie, fotografie e video narrativi.

In contemporanea al suo lavoro sulla violenza domestica, continua a fotografare club del sesso, incontri di scambisti e altre forme di sperimentazione sessuale. Nel 2004, pubblica il libro Love & Lust, uno sguardo sull’intimità umana.

Donna Ferrato è una forza della natura, un aggregatore di energia, carisma e sensualità. Tantissimi sono i riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera, oltre allo Eugene Smith per la sua documentazione sulla violenza domestica in America, la città di New York dichiara il 30 ottobre il “Donna Ferrato Appreciation Day”.

La Ferrato è una donna liberea, vibrante, entusiasta; innamorata della vita, passionale e proprio questa passionalità l’ha portata a scontrarsi con quello che sarebbe poi diventato il fulcro del suo lavoro: la violenza domestica.

Donna trova le vittime di violenza nelle corsie degli ospedali, nelle case di accoglienza, seguendo la polizia chiamata a intervenire, nelle prigioni, spiega ai propri soggetti il perché del suo lavoro, si trasferisce a casa loro per lunghi periodi di tempo, aiutando a pulire, cucinare, dormendo sul divano, diventando una presenza costante nella loro vita, perché per Donna l’unico modo di restituirci un’immagine autentica è di vivere a fondo, in prima persona, l’esperienza dei suoi soggetti. È convinta che la fotografia abbia il potere di cambiare le cose, “senza di essa non saremmo niente”.

Donna Ferrato è anche, e per lungo tempo, la compagna del grande fotografo Philip Jones Griffiths, con cui ha avuto una figlia. Griffiths è morto di cancro nel 2008. Donna non è fedele di natura e qualsiasi uomo decida di avere una relazione con lei deve essere pronto a questo: la fedeltà non è una cosa che si può chiedere a una innamorata dell’amore e della passione come Donna, e questo Philip lo sapeva e lo aveva accettato.

Nel 1988 Donna è a Venezia per fotografare Jasper Jones, conosce l’artista Elio Martinelli e scoppia la passione: fanno l’amore ovunque, lui la segue a New York, la loro relazione continua anche lì, ma Donna sta già con Philip, ha una figlia piccola e il libro Living with the enemy non è ancora finito.

Tronca la storia con Elio, strappa tutte le lettere che lui le aveva scritto e quelle che lei aveva scritto a lui, senza mai spedirle… getta via tutto.

Philip è  un uomo straordinario, un uomo straordinario che ama profondamente una donna straordinaria, ama il suo spirito libero a tal punto da farle un regalo simile senza mai dire niente, mai una scenata, mai una recriminazione.

“Nel mezzo della notte, potevo sentire Elisabeth urlare. Ho preso la mia macchina fotografica e sono corsa lungo il corridoio per vedere cosa stava succedendo. Quando sono entrata, ho visto alzare la mano per colpire… e ho pensato, se faccio una foto, si fermerà“.

Testo di Vittorio Gaveglia